Totò Riina e Bruno Vespa

Lascia un commento

7 aprile 2016 di Pino Martinez

Alla c.a : del Presidente della Commissione vigilanza RAI dott. Fico Roberto
del Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia sig.ra Bindi Rosaria

Oggetto: intervista al figlio di Totò Riina fatta da Bruno Vespa su RAI 1

L’Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio (già Comitato Intercondominiale), costituitasi innanzi al Notaio Dr. Sergio Masi in data 1 giugno 1994, N° di repertorio dell’atto costitutivo 4679/479, è formata da un gruppo di cittadini che ha intensamente collaborato con padre Puglisi per il riscatto sociale e religioso del quartiere Brancaccio di Palermo. E’ stata capace, insieme al suo parroco, di contrapporsi in quel quartiere alla mafia, alla cultura della violenza e della sopraffazione per affermare un modo coerente di essere cristiani e cittadini di un contesto civile.
Per tale motivo, prima dell’omicidio di padre Puglisi, avvenuto il 15 settembre 1993, nella notte del 29 giugno 1993 tre componenti dell’allora Comitato Intercondominiale (Mario Romano, Giuseppe Guida e Giuseppe Martinez) subirono un atto intimidatorio mafioso (date a fuoco con la benzina le porte d’ingresso ai rispettivi appartamenti). Salvatore Grigoli, l’assassino di padre Puglisi, confessò ai magistrati che mandanti ed esecutori dell’omicidio di padre Puglisi e dell’atto intimidatorio nei confronti dei tre componenti del Comitato Intercondominiale sono stati gli stessi: i fratelli Graviano boss di Brancaccio e Gaspare Spatuzza e lo stesso Salvatore Grigoli. L’Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio si è costituita “parte civile” per l’atto intimidatorio subito dalla mafia di Brancaccio.
Ancora oggi l’Associazione Intercondominiale agisce per promuovere ed affermare, non solo a Brancaccio, la cultura della Legalità, della Giustizia ed incarnare nel territorio il messaggio evangelico portando avanti l’impegno contro la mafia e la cultura mafiosa attraverso testimonianze, iniziative e sollecitazioni alle Istituzioni per favorire la crescita sociale del territorio. Per ulteriori informazioni può essere consultato sul web il nostro sito http://www.padrepuglisi.it

Ciò premesso a nome dell’associazione che rappresento desidero fare presente quanto segue:
libertà o libera informazione, libertà di pensiero. No, io la definirei libertà di travalicare ogni limite, di fermare la libertà dando la possibilità ai portatori della cultura della morte di presentarsi come persone normali e credenti in quel Dio che noi crediamo. Padre Puglisi ha definito i mafiosi “simili alle bestie”. L’immagine di Totò Riina rappresentata dal figlio Salvo, in carcere per 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa, nel libro da lui pubblicato come padre premuroso e amorevole è in contrasto con quella bestia, capo della cupola protagonista dei più diabolici atti criminali. La cosa più vergognosa è che ci sia un editore che ne consente la pubblicazione ed un giornale come il “Corriere della Sera” che ne da risalto molto ampio e che altre importanti testate giornalistiche si sono accodati a fare pubblicità al libro di Riina Junior. Infine il massimo dell’indecenza: Bruno Vespa che intervista nel suo salotto il figlio di Totò Riina pubblicizzando il suo libro e di conseguenza con tali scelte programmatiche si mitizza la figura della mafia. Certamente, immagino l’orgoglio del padre per tale figlio e di tutto l’ambiente mafioso. Una scelta vergognosa da parte della RAI che dimentica di essere “servizio pubblico” e attraverso le bollette dell’energia elettrica il governo ha imposto il pagamento del canone. Parliamo di sconfiggere la mafia attraverso la cultura, oltre che con la repressione. Ma la cultura massmediatica pur di fare lo scoop o di vendere quanto più possibile o di fare ascolti alti in TV porta la società civile a sbattere contro un muro di gomma e così nulla cambia. Questo è fare cultura di contrasto alla mafia? Fra l’altro comprare il libro significa ingrassare le tasche dei mafiosi.
Scrivo questo solo per dire una cosa: ormai non c’è più limite alla decenza, e l’etica per tantissimi è diventata qualcosa di astratto. Nonostante gli inviti giunti alla RAI da parte di semplici cittadini associazioni, parenti di vittime della mafia e anche di politici, Bruno Vespa è andato in onda con l’intervista del figlio del mostro della mafia Totò Riina (i suoi atti mostruosi sono stati conclamati dai processi) . Ciò mi porta a chiedere a nome dell’associazione che rappresento, e so che altri lo stanno facendo,  l’allontanamento dalla RAI di Bruno Vespa.
Ci auguriamo che questa richiesta che parte da una grossa fetta della cittadinanza siciliana e italiana possa trovare un riscontro positivo altrimenti, purtroppo, dovremo prendere atto che le mafie hanno vinto.

Con Osservanza

Palermo, 07/04/2016          Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio
Il Presidente
Giuseppe Martinez

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: