Inquinatori ambientali (seconda parte)

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25 agosto 2016 di Pino Martinez

Il problema dell’inquinamento ambientale in modo diverso investe le varie realtà territoriali. Ci sono quelle che in modo egregio hanno saputo affrontare questo problema. In altre città ha assunto livelli alti di pericolosità e di gravità procurando un degrado immenso. A Carini rispetto a un anno fà non si può affermare che la situazione si sia mantenuta statica e non sto facendo un’osservazione ideologica. L’inquinamento ambientale oggi non è più quello che saltava agli occhi prima: montagne d’immondizia lunghe decine di metri visibili già all’ingresso di Carini. Con questo non voglio dire che il problema è stato risolto, desidero mettere l’accento sul fatto che c’è ancora da fare al di là degli steccati politici che possono solo creare divisioni e quindi danni alla risoluzione dei più elementari problemi sociali di una città come Carini. Nel precedente post mi sono voluto soffermare sull’inciviltà di una minoranza di inquinatori ambientali che tengono in ostaggio la maggioranza delle persone civili. Qualcuno ha scritto di spazzini che non fanno il loro dovere e di altri ruoli con responsabilità che pensano a scaldare la sedia che occupano. Chi non fà il proprio dovere va prima ammonito e poi licenziato. Ma il cittadino deve comprendere quanto sia importante acquisire quell’educazione civica che una volta ci veniva insegnata a scuola. Ognuno di noi deve comprendere che viviamo in un mondo che ha bisogno di mantenere l’equilibrio perchè altrimenti è il mondo stesso a ribellarsi. Se tutti diventiamo inquinatori ambientali facendo diventare l’ambiente putrido saremo aggrediti da topi, zanzare e il rischio delle malattie infettive aumenterebbe. A Brancaccio di Palermo, dove una volta vivevo insieme alla mia famiglia, si venne a creare una situazione simile e vi furono casi di infezione da epatite sconfitta dopo mesi solo attraverso l’intervento delle strutture mediche per le malattie infettive. E’ importante la prevenzione da parte delle Istituzioni locali ma ancora più importante acquisire una cultura diffusa nella popolazione che porti a comprendere che “PULIZIA E’ VITA”. Un modo di vivere consolidato da sempre in alcuni paesi italiani ma soprattutto fuori dall’Italia. Ciò che dispiace è annotare che i post che io propongo ai molti giovani carinesi, fra l’altro amici miei, che hanno un contenuto, come questo d’impegno civile e altre volte antimafioso, non trovino l’attenzione dovuta da parte di alcuni di essi. Io non ho nulla e non voglio avere la pretesa di insegnare come si vive agli altri. So solo una cosa che sbagliando s’impara. E allora gli errori e le omissioni della nostra vita ci devono invitare a riflettere per avviarci verso un percorso positivo se si vuole dare un’immagina pulita della bella Carini vista dal “Castello della Baronessa di Carini.”.

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