23° anniversario dell’omicidio di padre Puglisi per mano mafiosa; Carini lo ricorda.

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18 settembre 2016 di Pino Martinez

Carini, 17 settembre 2016.
L’omaggio a padre Puglisi questa mattina alle dieci è cominciato con la posa della corona d’alloro davanti alla targa in marmo che ne indica la via intestata al sacerdote ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. La ghirlanda è stata posta da due ragazzi della Polisportiva Iccarense di Rosario Amato con addosso la divisa che riporta nelle magliette l’immagine di padre Puglisi e la frase “Se qualcuno fa qualcosa allora si può fare molto”. Il silenzio ordinato dal maresciallo Nanìa e il momento di raccoglimento. Alcuni brevissimi interventi hanno caratterizzato il ricordo di padre Puglisi:
Pino Martinez dell’Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio di Palermo: mi sono trovato a vivere in un luogo dove uomini affascinati dal potere, dal denaro e dal loro modo di concepire il “camminare a testa alta” hanno venduto l’anima al diavolo e si sono dedicati agli affari più loschi. Siamo noi a crearci il destino e questa gentaglia liberamente ha scelto di appartenere ai senza Dio. I mafiosi, uomini senza onore che hanno intimidito e ucciso i tanti che si sono ribellati per affermare la legalità, la giustizia ed un modo coerente con il Vangelo di essere cristiani. Continua Pino: ed in questo territorio (Brancaccio) dominato dal diavolo venne un Angelo, Padre Pino Puglisi, pronto a collaborare con la gente del Comitato intercondominiale per il riscatto civile e religioso delle coscienze. Con padre Puglisi, Brancaccio si trasforma in luogo di condivisione di un impegno indirizzato ad eliminare il disagio sociale di un quartiere fortemente condizionato dal potere politico-mafioso e a creare iniziative che portavano la gente del luogo ad interessarsi dei bambini e dei più deboli.
La conclusione di Martinez: Carini sulle orme di padre Puglisi e del comitato intercondominiale deve diventare luogo di condivisione ed impegno per il risanamento dei quartieri degradati.
Gregorio Porcaro ex vice parroco di padre Puglisi, dell’Associazione Intercondominiale e referente di Libera Sicilia ha richiamato alla corresponsabilità di tutti per superare le divisioni e raggiungere l’obiettivo del risanamento delle coscienze e della società civile, come avvenne a Brancaccio con padre Puglisi e il Comitato Intercondominiale. Vincenzo Agostino, accompagnato dalla moglie Augusta, (genitori di Nino che insieme alla moglie Ida è stato assassinato a Villagrazia di Carini) ha ricordato l’importanza che ricoprono i familiari delle vittime di mafia che con le loro testimonianze nelle scuole possono trasmettere la sofferenza che la mafia induce nella società.
L’arciprete di Carini, mons. Ambrogio ha rivolto la preghiera a padre Puglisi affinché per intercessione di Dio si compia il miracolo nella nostra Sicilia di cambiare le coscienze della gente per riportarle ad un impegno capace di migliorare spiritualmente e civilmente la nostra terra.
Il Sindaco di Carini dopo avere reso omaggio alla figura di padre Puglisi ha richiamato tutta la cittadinanza a collaborare per le soluzioni dei gravi problemi che assillano il territorio, ricordando che per quanto riguarda la zone maggiormente degradate, come la zona PEEP, sta cercando di adoperarsi. La mafia, ha detto, non consente lo sviluppo economico della società.
Con le trombe di Antonio Randazzo e Joe Vitale che hanno intonato l’inno di Mameli si è conclusa la toccante manifestazione affidando con le ultime parole la città di Carini all’intercessione di Padre Puglisi.

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