La bimba piange: hanno preso papà

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31 Maggio 2017 di Pino Martinez

A cosa stai pensando, mi chiede facebook. Sto pensando alla telefonata appena ascoltata in televisione al TG1: una bambina che piange si rivolge alla madre dicendo che dei poliziotti (finti) avevano preso il suo papà e lei aveva tanta paura. Ascoltando la voce della bimba che 17 anni fà aveva 7 anni provo un immenso dolore, angoscia, rabbia perchè solo delle bestie feroci e sanguinarie possono terrorizzare in questo modo un piccolo angelo (seppur figlia di un mafioso) e uccidere e poi passare il tempo sciogliendo nell’acido il padre roteando il corpo nel contenitore fino alla definitiva scomparsa. Vi rendete conto con chi abbiamo a che fare? Con esseri senza dignità e onore quale è sempre stata la gente di mafia che ancora oggi non ha dato segni di ravvedimento. Allego l’articolo di Teleoccidente: http://www.teleoccidente.it/wp/2017/05/30/mafia-ricostruito-il-ruolo-degli-arrestati-nellomicidio-di-giampiero-tocco/        Questa notizia ormai è stata data da tutti i mezzi di comunicazione, anche a livello nazionale, anche perché colpisce il disegno della bambina di allora che descrive il momento del rapimento di suo padre davanti ai suoi occhi. Sono stai assicurati alla giustizia i presunti autori che a Carini e Torretta sono ben conosciuti: Ferdinando Gallina, Giovanbattista Pipitone, Vincenzo Pipitone e Salvatore Gregoli che è di Palermo. E’ chiaro che dietro ci sta il boss che si sente padrone di decidere della vita e della morte altrui, che si sente dio (lo scrivo minuscolo per non bestemmiare) che ha dato l’ordine di eseguire questo spietato atto: Salvatore Lo Piccolo. Magari questa gentaglia mafiosa, se è libera, con estremo ossequio viene invitata al bar invece di essere isolata e di fare sentire loro che oramai non contano più nulla, che la gente oramai è schifiata da esseri come loro che si sentono uomini d’onore ma non sanno dove sta di casa l’onore.Quanti bambini terrorizzati ed ammazzati. Cercate su Google e rimarrete impressionati. Quante donne ammazzate. E se un sacerdote non è allineato rischia pure, come d’altronde è successo. Dobbiamo capire che solo facendo rete, guardandoci in faccia, confrontandoci, possiamo veramente dare un colpo letale alla cultura mafiosa. C’è tanto da fare ancora per sconfiggere la mafia e la cultura mafiosa, ma lo so, come mi è stato detto “io sono uno che vede la mafia ovunque”. In tanti ci vogliono fare credere che molti passi avanti sono stati fatti nel contrasto alla mafia e alla cultura mafiosa dimenticando che la mafia è capace di rigenerarsi immediatamente e poi il motto siciliano gradito alla mafia: calati iuncu ca passa la china. Il giunco è un fusto acquatico che quando passa la piena dell’acqua si piega per poi tornare vigoroso come prima. Nelle periferie ancora di più si avverte ancora oggi la presenza della cultura, degli atteggiamenti mafiosi. Ad alcuni, lo so, da fastidio che io dica che ancora tanto c’è da fare. Ma non sono solo io a dirlo, sono in buona compagnia di persone concretamente e coerentemente impegnate nel contrasto alla mafia. Mi dovrei allineare anche se sono convinto che quello che penso potrebbe urtare qualcuno? Attenzione, non voglio dire che c’è una società civile completamente assente di fronte a questo grave problema, penso che non ci sia quel sostegno, quei mezzi concreti che aiutino quei giovani e quelle persone in buona fede per porre fine a questo terribile cancro sociale, Quanto denaro pubblico speso per costruire cattedrali nel deserto, invece di offrire beni e servizi.
Quando si è trattato di ricorrenze gioiose che hanno riguardato me e la mia famiglia quanti “Mi piace” mi sono ritrovato in Facebook. Non è stato la stessa cosa quando ho parlato di mafia. Pochi, molto pochi sono stati i commenti e i “Mi piace”. Probabilmente perchè l’argomento mafia con nomi e cognomi è molto delicato ed è bene pensarci, prima di fare sentire la vicinanza a Pino Martinez che è “arrabbiato” con la mafia che ha distrutto la nostra società civile e che tanto male ha fatto a lui, alla sua famiglia e ai suoi amici. E’ meglio non inquietare il cane che dorme. E’ cambiato forse qualcosa? Dopo 25 anni dalle stragi abbiamo ancora un’autostrada lunga da percorrere se si continuerà a dare credito ai tanti ipocriti, ai professionisti della lotta alla mafia, agli amici dei mafiosi infiltrati nelle associazioni e negli organismi parrocchiali, all’antimafia mascariata. La registrazione audio della voce della bimba di 7 anni che piange e dice mamma ho paura perchè FINTI poliziotti le hanno rapito il padre mi ha fatto stare molto male, mi ha fatto sedere al pc per scrivere questa lunga riflessione. Onore ai VERI uomini delle forze dell’ordine che sono coloro che con la repressione hanno dato colpi severi alla mafia. Comunque lo so, come al solito sarete in pochi a farmi sentire la vostra vicinanza con un “Mi piace” in questo momento di rabbia che esprimo attraverso il pc, ma non me ne frega niente. Io come sempre andrò avanti per la mia strada e la percorrerò sino alla fine perchè lo sento come dovere nei confronti di qualcuno che oggi non c’è più a causa della mafia.

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