Un patrimonio di esperienze / 3

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18 dicembre 2018 di Pino Martinez

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, spazio all'aperto e natura

(Padre Puglisi e mio figlio giocano con la palla)

http://www.padrepuglisi.it/Un%20Martire%20dell’amore.pdf                        L’intervento di padre Puglisi che contiene la famosa frase “…..e se ognuno fa qualcosa…” è tratto dal convegno da lui organizzato il 18 febbraio 1993 al Centro Padre Nostro in collaborazione con la FUCI dal titolo “Chiesa e mafia: la cultura del servizio e dell’amore contro la cultura del malaffare”. Queste le parole che pronuncia: “Il discorso che stanno facendo loro e che fanno i volontari, credo che sia una cosa che deve essere un segno. Non è una cosa che può trasformare l’ambiente …è soltanto un segno per cercare di muovere, ecco, per dare dei modelli di comportamento per cercare di muovere tutto l’ambiente……. ecco il discorso della protesta insieme, per muovere le autorità amministrative perché facciano il loro dovere, perché tutti anche nella vita a poco a poco si sentano coinvolti. Questo è quello che vorrebbe fare il centro (Padre Nostro). Non è per risolvere i problemi del quartiere, meno ancora della borgata, della semplice borgata di Brancaccio, è soltanto per dire: siccome non c’è niente noi vogliamo rimboccarci le maniche e dire si può fare qualche cosa e se ognuno fa qualche cosa e allora si può fare molto. Dice si, dovrebbe pensarci lo Stato e intanto cerchiamo di spingere così anche il nostro agire diventa protesta”.
Padre Puglisi ci dice che ognuno di noi si deve sforzare di essere segno e modello da offrire alla gente nella lotta contro la mafia, il degrado sociale e spirituale, così come stava avvenendo a Brancaccio, per smuovere le istituzioni. Ricordo che un giorno, nel corso di un’assemblea di quartiere organizzata dal Comitato Intercondominiale e tenuta dentro la parrocchia per la realizzazione del Distretto socio sanitario di base, padre Puglisi disse: “se non saremo ascoltati dalle istituzioni andremo in via Giafar a protestare. Padre Puglisi portò nei locali della delegazione di quartiere la mostra itinerante “Si, ma verso dove?” Mi volle accanto a sé per riflettere sui cartelloni che si succedevano uno dopo l’altro: “siamo noi che dobbiamo scoprire dove conduce la strada della nostra vocazione. Ognuno di noi è unico e irripetibile nel progetto Divino ed ha un suo carisma, dono di Dio, e gratuitamente lo dobbiamo mettere al servizio dei più bisognosi”, mi disse padre Puglisi.
Relegarlo su una nicchia sopra l’altare facendolo avvertire come un santino inimitabile e irraggiungibile, porta molti a giustificare la propria mediocrità e vigliaccheria e quindi a non adoperarsi per fare qualcosa per il prossimo. Era un sacerdote normale, un uomo normale padre Puglisi e come tale vuole essere ricordato da lassù. “Monsignore lo dici a tuo padre” rispondeva in siciliano scherzando con gli amici. Ognuno di noi, mettendo da parte ogni forma di egoismo, ha il dovere di affermare la dignità umana e pertanto fare qualcosa per riscattare la nostra società ancora afflitta, come ci dimostrano le cronache, dalla mafia e dalla subcultura mafiosa, dal degrado morale, sociale e spirituale. Come ci ha dimostrato con il suo esempio padre Puglisi: “essere insieme, noi cittadini onesti, per muovere le autorità amministrative perché facciano il loro dovere”.

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