Un patrimonio di esperienze / 4

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24 dicembre 2018 di Pino Martinez

 

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UN MARTIRE DELL’AMORE per le vie di Brancaccio con don Puglisi

Un Angelo, al servizio degli ultimi.
Oltre venticinque anni di ricordi trascorsi sino ad oggi legati ad un evento storico che prima di allora non pensavi né ora e né mai di esserne coinvolto. Invece mi sono trovato a vivere in un luogo dove uomini affascinati dal potere, dal denaro e dal loro modo di concepire il “camminare a testa alta” hanno venduto l’anima al diavolo per dedicarsi agli affari più loschi accompagnati da violenze inenarrabili. Siamo noi a crearci il destino e questa gentaglia liberamente ha scelto di appartenere ai senza Dio. I mafiosi: uomini senza onore che hanno intimidito e ucciso i tanti che si sono ribellati per affermare la legalità, la giustizia ed un modo coerente di essere cristiani.
Il diritto al lavoro, ai servizi per il cittadino, alla realizzazione della scuola che aiuta ad avere una coscienza libera, per questo si lottava nel quartiere Brancaccio di Palermo ed in questo territorio dominato dal diavolo venne un Angelo, padre Pino Puglisi, pronto a collaborare con la gente del Comitato intercondominiale per il riscatto civile e religioso delle coscienze. Un Angelo nato a Brancaccio e che gli fu affidata la missione di ritornarvi un giorno, per compiere tre anni di vita da parroco a San Gaetano fino a raggiungere trentatre anni di vita sacerdotale al momento del suo sacrificio estremo per mano mafiosa. Numeri che possono essere un segno o una coincidenza: tre anni la vita pubblica di Gesù, trentatre anni quando Gesù è morto.
Sentirsi colpire al cuore dalle parole di un Angelo che ti rimangono in mente per sempre; da frecce che non fanno sanguinare e provare dolore perché hai elaborato gli eventi in cui ti sei trovato coinvolto per riflettere su come essere riferimento positivo agli occhi della gente e di fronte ai tanti drammatici problemi che ti pone davanti la vita. Con padre Puglisi, Brancaccio si trasforma in luogo di condivisione di un impegno indirizzato ad eliminare il disagio sociale di un quartiere fortemente condizionato dal potere politico-mafioso e a creare iniziative che portavano la gente del luogo ad interessarsi dei bambini e dei più deboli. L’incompatibilità tra mafia e Vangelo che si concretizzava attraverso il sodalizio tra un parroco e un gruppo di cittadinanza attiva.

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