Coronavirus di ritorno e pandemia mafiosa

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23 aprile 2020 di Pino Martinez

Coronavirus di ritorno, la pandemia mafiosa dalla quale non potremo mai liberarci fino a quando ogni livello istituzionale sarà occupato da tantissimi corrotti e pusillanimi. È bastato qualche giorno di rivolta che ha messo a ferro e a fuoco tutte le carceri del territorio italiano sacrificando dodici vite nel pieno della pandemia ed hanno ottenuto la resa totale dello Stato. Dopo tre giorni di violenze (dal 7 al 9 marzo), in contemporanea in tutta Italia, è finita come per incanto la rivolta e come per incanto è calato il più assoluto silenzio e riserbo. Coincidenza? Vergogna! Mentre chi ha dovuto subire la violenza sanguinaria della mafia e chi lotta per affermare la Giustizia si vede sbattere la porta in faccia da chi è chiamato a dare una risposta di speranza in uno Stato dove invece ancora oggi grosse fette della politica e della magistratura si sottomettono ad accordi e ricatti dettati dalla mafia. In un momento in cui la nostra Patria ha bisogno di uscire da una tragedia planetaria come il Covid 19 che sta mietendo contagi e morte in numero esponenziale, che sta condizionando le nostre vite e limitando la libertà di ciascuno di noi è lecito ritenere o comunque porsi la domanda se dietro una situazione siffatta si possono nascondere manovre complottistiche di potentati economici, finanziari, multinazionali, militari, lobby farmaceutiche, delle armi che hanno l’interesse di imporre attraverso i loro filantropi le politiche internazionali e i destini dei paesi sovrani? Se così stanno le cose è chiaro che le mafie trovano terreno fertile con i nuovi latifondisti globalizzati. Le politiche liberiste senza freni inibitori hanno portato a subire le scelte globaliste degli uomini più ricchi del pianeta che da generazione condizionano i popoli costretti a subire guerre, sanzioni e imposizioni dai sistemi pseudodemocratici e governi fantoccio a loro graditi. Con l’odore dei soldi sono riusciti a compromettere i cosiddetti buonisti e i difensori dei diritti civili per abbattere il costo del lavoro, creare precariato, povertà sempre più estese a livello delle varie fasce sociali, forme di ricatto per costringere ad accettare le condizioni che dovrebbero mantenere la conservazione del posto di lavoro, gli aumenti di vittime nel mondo della forza lavoro perché costretti a non potere usufruire dei mezzi di sicurezza necessari. In altre parole alla perdita dei diritti e di una vecchiaia dignitosa. Posizioni e norme che tuttavia si sono cominciate ad affermare grazie a politiche sociali imposte in Italia da governi deboli che si sono fatti imporrei i diktat dall’Europa delle banche già da un po’ di anni impoverendo sempre più il nostro paese. Ed ancora, foraggiare organizzazioni che non esitano a creare condizioni di conflittualità estrema contro chi non  condivide le loro scelte etiche accusando falsamente chi non la pensa come loro di omofobia, razzismo… per l’affermazione del pensiero unico mondialista. Il confronto in democrazia deve consentire la libertà di espressione dell’una e dell’altra parte senza che si venga meno al rispetto della dignità umana.
Ci stanno preparando un nuovo ordine mondiale nel quale aumenterà sempre più il divario tra ricchi e poveri, dove la guerra fra i poveri e la grandi calamità serviranno a soddisfare sempre più gli appetiti di esseri senza scrupoli ed ovviamente delle mafie che nella Corte di Giustizia europea hanno già trovato una sponda. L’Italia, già accusata di avere una legislazione inumana contro chi come i clan mafiosi hanno ucciso donne, bambini anche sciogliendoli nell’acido e i tantissimi uomini e donne delle istituzioni e semplici cittadini, ha già dimostrato di non sapere rispondere a dovere contro chi ci vuole costringere ad annullare leggi che hanno dato risultati importanti nel contrasto alla mafia. Chissà che l’invio agli arresti domiciliari dei mafiosi di questi giorni per il rischio di contagio da coronavirus non abbia subito anche la suggestione di un’ Europa che a quanto pare ha la pretesa di insegnare a noi come si combatte la mafia. Intanto, pare proprio che stiamo vivendo un cambiamento epocale a causa di questa pandemia. Non ci rendiamo conto che ci siamo abituati a camminare con le mascherine nel volto e i guanti; che compiliamo l’autocertificazione per giustificare ogni nostro movimento; che subiamo la costrizione di non incontrare, senza battere ciglio, i nostri figli e nipoti; che l’apertura dei negozi è stabilita dai decreti delle Istituzioni; che il recarsi a lavorare sarà un privilegio stabilito per decreto che costerà lacrime e sangue ad imprenditori e lavoratori; e tanti altri sacrifici che stiamo mettendo in atto con responsabilità ED E’ GIUSTO CHE SIA COSI’, PERCHE’ E’ COSI’, E FORSE CON REGOLE PIU’ SEVERE, CHE POSSIAMO SCONFIGGERE E SPERIAMO  DEFINITIVAMENTE IL CORONAVIRUS. Ci siamo, ci stiamo abituando: psicologicamente, ma anche dal punto di vista del bioritmo della natura l’essere umano darwinamente può rischiare di adattarsi. Quindi non può durare a lungo questa vita da mondo parallelo. Altrimenti mi devo chiedere: sono prove di trasmissione per un futuro fatto da robot irreggimentati dai potenti del mondo, dalle multinazionali, dalla grande finanza, dai gruppi del nuovo ordine mondiale dove senz’altro le mafie profittando del liberismo più sfrenato e senza regole potranno essere un valido alleato considerato che ormai sono riuscite ad inserirsi nei gangli del potere politico e burocratico?

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