Ricordando il piccolo Di Matteo

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12 gennaio 2021 di Pino Martinez

Chi ha una forte sensibilità antimafia, vera, non può oggi, 11 gennaio 2021, a distanza di 25 anni, fare a meno di ricordare il piccolo GIUSEPPE DI MATTEO strangolato e sciolto nell’acido da bestie sanguinarie, esseri senza anima appartenenti alla mafia. Si, la mafia la più spietata organizzazione criminale che si è vestita e si veste sino ad oggi allo stesso modo con pseudo valori che sono stati sempre quelli, i più spietati e criminali nell’interesse dei loro “dei”: denaro e potere. Falcone stesso ha detto che non esiste una mafia buona ed una cattiva. La mafia è sempre stata la stessa e lui, il giudice, l’ha bene argomentata questa teoria che taluni, ancora oggi, vorrebbero fare valere nel senso mistificatorio che giova ai mafiosi e ai corrotti. Uno strazio il ricordo di questo atto diabolico nei confronti del piccolo Di Matteo che dovrebbe farci riflettere, mentre ricordiamo le tantissime altre vittime di mafia che consapevolmente hanno donato la loro vita per liberare la nostra società da questo cancro che ne blocca la crescita civile ed economica e al contempo favorisce la disoccupazione, chiusure di aziende e perdite di posti di lavoro. Una lotta vera, concreta contro la criminalità mafiosa, le dinastie mafiose e la mentalità mafiosa che dovrebbe essere al primo posto nelle agende di governo e parlamentari. Ma pure nelle coscienze di ciascuno di noi.
Anche perché questo tragico momento di pandemia, che stiamo vivendo, la mafia (naturalmente non solo la mafia) lo sta sfruttando per arricchirsi ancora di più sulla spalle dei commercianti e delle fasce più deboli attraverso pratiche usuraie e vessatorie che in alcuni casi hanno portato disperati al suicidio.
Ed allora, caro Giuseppe Di Matteo perdonaci se ancora nella nostra società la mafia e le dinastie mafiose ancora sono presenti nel tessuto sociale; perdonaci se ancora la cultura mafiosa è fortemente presente nei vari strati sociali, soprattutto nei quartieri di periferia dove le istituzioni dello Stato imperterrite continuano a non essere presenti.
Le persone animate dal vero senso antimafia e che con spirito sincero cercano di contrastare la mafia hanno bisogno di un sostegno vero che probabilmente significa cambiare strategia, e su questo bisogna riflettere, affinché concretamente si possa andare “ADDOSSO ALLA MAFIA”.

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